Perché utilizzare la Post-Produzione nei Render fotorealistici

I tempi di restituzione di render fotorealistici, ovvero di qualità fotografica e di elevato impatto visivo sono spesso molto lunghi.

Questo si verifica in particolar modo nel momento in cui occorre “lanciare” il rendering vero e proprio della scena 3D, successivamente alle fasi di lavorazione pratica del progetto in cui sono state elaborate le esigenze del progetto.

Se l’inquadratura contiene parecchi modelli dettagliati, il punto di ripresa e l’illuminazione sono stati impostati con setup piuttosto complessi, il motore di rendering quindi, impiegherà sicuramente molto tempo per restituire l’immagine finale.

Se poi tale immagine richiede di essere renderizzata ad una risoluzione ben più elevata di quanto normalmente richiesto, come accade ad esempio per la cartellonistica di cantiere, i tempi di rendering si allungano ulteriormente.

Il professionista che vuole distinguersi dai suoi competitors, ha però la necessità di disporre di immagini virtuali di alto livello e di sottoporle al proprio cliente nei tempi previsti.

La soluzione è quella di post-produrre il rendering ottenuto.

È pur vero che durante gli step di modellazione, creazione dei materiali, illuminazione e impostazioni di render fotorealistici è possibile adottare qualche accorgimento cosicché il motore di calcolo possa accorciare i tempi di rendering.

In questi casi però il guadagno di tempo non è particolarmente rilevante.

La Post-Produzione invece, può fare la differenza perché evita al motore di rendering di calcolare le parti più complesse dell’intera scena 3D.

Sebbene questa tecnica venga utilizzata anche per elaborare render fotorealistici di interni, possiamo sostenere che più spesso essa viene utilizzata per implementare rendering esterni, in quanto contribuisce particolarmente, oltre che ad abbassare i tempi di restituzione dell’immagine, a migliorarne l’impatto visivo.

Come puoi notare nell’immagine sottostante, tutte le aree verdi intorno alla struttura architettonica sono state inserite ed elaborate in Post-Produzione, ciò ha permesso di ottenere un’immagine efficace in tempi relativamente brevi potendo oltremodo godere della flessibilità operativa che può dare un software per editor di immagini.

 

Vediamo quindi come si traduce nella pratica e quali vantaggi e benefici può apportare l’uso della Post-Produzione nell’elaborazione di render fotorealistici.

La Post-Produzione si basa sul principio secondo cui ciò che non viene renderizzato dal software 3D, lo si aggiunge successivamente con un editor di immagini.

Padroneggiare questa tecnica, non è però semplice.

Tipicamente l’area di un rendering esterno in cui si interviene spesso in Post-Produzione, è quella della vegetazione.

Alberi, cespugli, fiori, ma soprattutto erba e prati, sono tutti elementi che vengono spesso aggiunti successivamente all’immagine renderizzata attraverso software di fotoritocco.

Tali geometrie vengono modellate e generate attraverso un sistema particellare dal software e richiedono pertanto un’elevata capacità di calcolo dell’hardware che si utilizza.

Quindi, anziché modellare e renderizzare interamente questi elementi complessi, è preferibile far renderizzare la scena al software 3D in modalità basilare in modo da avere un rendering pronto in tempi brevi, correttamente illuminato e completo nelle parti che riguardano l’architettura dell’edificio.

La parte di vegetazione esterna all’edificio come alberi e cespugli, non viene modellata e di conseguenza nemmeno renderizzata, mentre le superfici erbose vengono rappresentate da piani al quale è stato assegnato un materiale di base o al più una semplice texture di riferimento.

È a questo punto che la conoscenza, l’esperienza oltre che alla vena artistica del professionista del 3D, entra in gioco.

È fondamentale la scelta delle risorse grafiche esterne (fotografie) che dovranno integrare l’immagine di base renderizzata, così come riuscire a fare in modo che si adattino perfettamente al rendering di base.

Pertanto, componenti quali la corretta illuminazione, il giusto contrasto, la precisa proiezione delle ombre e l’idonea prospettiva di queste immagini, dovranno essere rispettati il più possibile ed essere ben bilanciati con il resto del rendering.

In questo modo la percezione dell’immagine finale risulterà del tutto armoniosa e credibile. Questo elementi sono quindi in grado di permettere di ottenere dei buoni render fotorealistici.

Come abbiamo visto, lavorando all’interno di questi editor grafici è possibile, grazie alla loro flessibilità, in tempi brevi, aggiungere e correggere tutte le parti più complesse di un rendering.

Ma non è tutto.

Integrare la vegetazione in Post-Produzione all’interno di un rendering di base, è solamente un esempio di una più vasta gamma di possibilità per la quale questa tecnica viene impiegata.

Essa infatti viene spesso utilizzata anche per migliorare le riflessioni presenti su superfici vetrate di una struttura architettonica e aggiungere texture di invecchiamento (decals) ai materiali che altrimenti risulterebbero “troppo perfetti”.

La Post-Produzione si presta molto bene anche per dare all’immagine una particolare atmosfera inserendo uno sfondo adeguato e assegnando al rendering qualche effetto tipico del settore fotografico per rendere l’immagine finale altamente realistica.

L’animazione che trovi di seguito illustra meglio i passaggi che si sono resi necessari in Post-Produzione per realizzare il rendering esterno.

 

Conclusioni

Come avrai certamente compreso, la conoscenza di più software da parte del professionista del 3D, può risultare vincente nel momento in cui un architetto o un professionista abbiano necessità di avere rapidamente render fotorealistici di elevata qualità.

La tecnica della Post-Produzione rappresenta dunque un metodo migliorativo e molto efficace per raggiungere velocemente il realismo in un rendering.

Se vuoi interagire con me per domande ed approfondimenti su questi temi, scrivi qui sotto un tuo gradito commento

Umberto Oldani
3D Technical Designer di Rendering Evolution Studio

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10 Commenti

  1. Laura ha detto:

    Finalmente ho scoperto come si possono realizzare immagini di livello fotografico, ottimo!

  2. Donato ha detto:

    Informazione molto utile, da tempo mi chiedevo come si potessero realizzare modelli cosi altamente foto realistici.

  3. Martina ha detto:

    Rimango della mia idea di purista del rendering, pertanto penso sempre che la cosa migliore sia quella di riuscire ad ottenere l’intera immagine solo lavorando in 3D.
    Comprendo però perfettamente le esigenze di dover rispettare certe tempistiche pur restituendo immagini di ottimo livello e qui saper lavorare bene in post produzione può fare la differenza.
    Complimenti per il risultato finale.

    1. umberto oldani ha detto:

      Grazie Martina! Hai perfettamente compreso il problema.

  4. Marco ha detto:

    Mi piace molto il risultato che si ottiene completando il rendering con fotografie reali ben integrate. Complimenti per il blog!

  5. Giovanni ha detto:

    Ottimo suggerimento per gestire modelli di architettura particolarmente complessi.

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