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Saper integrare il rendering 3D in una fotografia, non è semplice.

 

Ricreare la stessa situazione di luminosità e la stessa angolazione di ripresa della fotografia, non é una cosa del tutto scontata.
Eppure in architettura, soprattutto quando occorre presentare il rendering esterno di una struttura, questa esigenza è particolarmente ricorrente.

In generale, possiamo dire che un buon fotoinserimento 3D, serve non solo ad una valutazione dell’impatto ambientale, assolutamente indispensabile nel caso di complessi commerciali o residenziali di grosse dimensioni, ma anche perché completa efficacemente l’immagine virtuale.

 

Fotoinserimento-3D-04-Prima-Rendering-Evolution Fotoinserimento-3D-04-Dopo-Rendering-Evolution

 

Vediamo allora, entrando un pò più nello specifico, quali sono i passaggi chiave che permettono ad un Architetto di poter disporre di un buon fotoinserimento 3D.

 

1. Le angolazioni di ripresa

La prima e certamente la più importante ma anche la più problematica operazione da eseguire, è quella di impostare, all’interno del software 3D, l’esatta posizione dei punti di vista individuati nelle fotografie.

 

Qui si aprono due possibilità:

  • fotografie in grado di fornire le informazioni riguardanti la lunghezza focale dell’obiettivo utilizzato per gli scatti
  • fotografie che non forniscono nessuna indicazione

 

Nel primo caso, il posizionamento della camera di ripresa all’interno del software, risulta decisamente più semplice.

Il setup delle telecamere, nel rendering 3D, avviene infatti allo stesso modo con cui vengono impostate le fotocamere digitali che, in quanto tali,  restituiscono tutte le informazioni necessarie.

Solitamente è l’Architetto o il Project Manager ad eseguire personalmente gli scatti, in questo modo può definire immediatamente in base alle sue esigenze, l’inquadratura che avrà l’immagine finale e nel contempo rendere subito disponibili le indicazioni occorrenti rilevate dalla fotocamera digitale.

 

Nel secondo caso, posizionare similmente alla fotografia il punto di vista, é un’operazione alquanto difficile.

Talvolta capita infatti di dover utilizzare fotografie già esistenti la cui provenienza non è conosciuta, di conseguenza anche le indicazioni essenziali sono assenti.

La stessa problematica si può verificare nel caso in cui si utilizzino immagini satellitari per il fotoinserimento 3D con vista aerea.

Procedere senza nessun tipo di informazione, implica pertanto al professionista del 3D, di andare per tentativi.

È a questo punto che gioca un ruolo fondamentale la sua preparazione e la sua esperienza anche riguardo alla fotografia, perché ciò gli consente di posizionare più precisamente la camera di ripresa e in tempi brevi.

 

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2. L’illuminazione

La seconda operazione consiste nel ricreare il più fedelmente possibile, la stessa illuminazione presente nella fotografia.

 

Questa fase si sviluppa solitamente dopo aver modellato la struttura da foto-inserire e prima di applicare i materiali.

I passaggi da seguire sono principalmente due:

  • creazione dell’illuminazione generale diffusa analoga a quella presente negli scatti
  • creazione della luce principale necessaria a ricreare le zone d’ombra presenti nelle fotografie digitali

La luminosità generale è spesso ottenuta attraverso l’uso di mappe ambientali in alta risoluzione (Mappe HDRI), opportunamente impostate, proprio per restituire la stessa atmosfera presente negli scatti fotografici.

La fonte di luce primaria serve prevalentemente per riprodurre con la stessa direzione e lo stesso dettaglio, le ombre così come illustrate nella fotografia.

In questo passaggio un punto abbastanza delicato, sta nel fatto che entrambe le due tecniche di illuminazione si devono integrare perfettamente fra loro, il rischio altrimenti è di sovraesporre o di sottoesporre il modello della struttura da foto-inserire proprio perché le due fonti di luce si vanno a sommare.

 

Fotoinserimento-3D-03-Prima-Rendering-Evolution Fotoinserimento-3D-03-Dopo-Rendering-Evolution

 

 

3. La Post-Produzione

Una volta terminati i due precedenti passaggi e renderizzata la scena 3D, si entra nella terza fase anch’essa molto importante, quella relativa alla Post-Produzione.

 

Qui infatti, vengono apportate tutte quelle modifiche e quegli accorgimenti necessari alla perfetta integrazione del rendering 3D con la fotografia.

Per mezzo di questa tecnica è possibile intervenire su entrambe le immagini, per togliere, aggiungere o modificare tutti quei particolari che permettono di ottenere un risultato omogeneo nella composizione finale.

Inoltre, per conseguire un risultato altamente realistico, è possibile ritoccare più dettagliatamente le caratteristiche cromatiche del rendering foto-inserito e bilanciarlo ancor più precisamente con il resto della fotografia.

 

Fotoinserimento-3D-07-Prima-Rendering-Evolution Fotoinserimento-3D-07-Dopo-Rendering-Evolution

 

Come vedi dunque, per integrare perfettamente un rendering 3D all’interno di una fotografia, le tecniche necessarie sono 3:

  1. Angolazione di ripresa
  2. Illuminazione
  3. Post-Produzione

Attraverso questi 3 passaggi è possibile fondere in modo quasi impercettibile una struttura architettonica in una fotografia.

 

Diventa perciò molto importante per un Architetto poter disporre di un fotoinserimento 3D eseguito in modo corretto, attraverso il quale presentare un servizio completo e di qualità, sia che si tratti di un fotoinserimento 3D per una richiesta di impatto ambientale sia, a maggior ragione, che si tratti di mostrare al proprio cliente la fotografia reale di ciò che sarà, una volta terminato il progetto.

 

Se però fai parte di quella categoria di Architetti che ha deciso di rilanciare in maniera straordinaria la propria immagine, ti consiglio di leggere quanto segue.

 

All’interno di questo articolo, per aiutarti visivamente nella lettura, ti abbiamo mostrato i risultati di alcuni lavori ha realizzato Rendering Evolution Studio e che sono stati presentati, così come avviene solitamente, attraverso immagini statiche.

Un nostro servizio denominato “Animazioni 3D Ristrutturazione Interni” adotta invece una comoda quanto efficace tecnica alternativa, proprio per presentare il fotoinserimento 3D.

Nella relativa pagina del nostro sito questa tecnica è stata applicata ad una ristrutturazione interna, ma se vuoi vedere il suo perfetto funzionamento anche nel caso di un fotoinserimento 3D esterno, ti consiglio il progetto di questo edificio e quello per la proposta di ristrutturazione di un nuovo stadio.

 

Avrai la possibilità di osservare il cambiamento da ciò che è a ciò che sarà, in tempo reale.

 

Se vuoi interagire con me per domande ed approfondimenti su questi temi, scrivi qui sotto un tuo gradito commento.

Umberto Oldani
3D Technical Designer di Rendering Evolution Studio

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