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Un Architetto che intende presentare un progetto al proprio cliente attraverso immagini virtuali, ha due possibilità di scelta: usare rendering fotorealistici o visualizzazioni artistiche.

 

L’importanza raggiunta in questi anni dalla visualizzazione architettonica 3D, è cresciuta a livelli sempre più alti, tanto da rappresentare oggi la forza trainante del design e del marketing architettonico.

Questo grazie soprattutto ad una restituzione grafica qualitativamente molto elevata che i nuovi software permettono di ottenere.

Si tratta indubbiamente di un mercato, quello della progettazione e delle costruzioni, assai competitivo, pertanto il dover aggiornarsi a nuovi sistemi e metodologie di comunicazione adattandosi ai cambiamenti, diventa per l’Architetto, una necessità per poter emergere nei confronti della concorrenza.

 

Immagini virtuali, siano esse rendering fotorealistici o visualizzazioni artistiche, rappresentano oggi una fondamentale esigenza per l’Architetto, in qualsiasi progetto di costruzione.

 

Sia che si operi in un contesto residenziale che commerciale, la visualizzazione architettonica 3D costituisce un elemento chiave per la progettazione e la presentazione.

 

Tra gli obiettivi dell’Architetto, vi è certamente quello di comunicare il proprio progetto nel modo più efficace al proprio cliente e in questo contesto, può diventare essenziale la scelta del metodo di visualizzazione 3D più appropriato, in grado di determinare, in taluni casi, il successo o il fallimento dell’intero progetto.

 

A differenza di quanto accadeva all’inizio, quando cioè le immagini virtuali prodotte con i primi software erano di scarsa qualità e dall’aspetto marcatamente piatto e banale, e quindi senza possibilità di scelta alcuna, oggi per illustrare un qualunque progetto architettonico, è possibile adottare due differenti tecniche: rendering fotorealistici o visualizzazioni artistiche.

 

OK, ma quale delle due tecniche scegliere?
Come fare per sapere se è più funzionale l’una o l’altra?
… e soprattutto, quale delle due versioni preferirebbe il cliente?

 

Entrambe le opzioni producono valide immagini virtuali, tuttavia esse presentano alcune sfumature che occorre considerare… vediamo di scoprirle insieme.

 

1.Rendering Fotorealistico

Il rendering fotorealistico é un’immagine generata dal computer che, attraverso l’illuminazione, le ombreggiature e le texture, è in grado di replicare o comunque tende a replicare, ciò che noi vedremmo nella realtà se ci trovassimo di fronte a quella scena, in natura.

Per ottenere un tale risultato, il professionista del 3D, ha come obiettivo finale il fotorealismo, perciò studia l’immagine e la rappresenta quanto più realisticamente possibile utilizzando in modo adeguato gli strumenti tecnologici a disposizione.

Questo implica un’ottima conoscenza del software e un bagaglio di esperienza non indifferente.

Prendiamo il caso della rappresentazione virtuale di un edificio: esso dovrà apparire esattamente come se venisse fotografato nel modo reale, quindi anche con la vegetazione, se presente nel luogo, o altri elementi di contorno, senza che il professionista del 3D intervenga con effetti creativi sull’immagine finale.

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2. Visualizzazione 3D artistica

Al contrario, la visualizzazione di tipo artistico, la si ottiene nel momento in cui il professionista del 3D attraverso la propria libertà creatività, dà una sua interpretazione artistica all’immagine finale.

L’obiettivo in questo caso, è quello di rappresentare in modo alternativo il progetto attraverso un’illustrazione grafica, un’immagine scenografica, grazie alla quale far percepire al cliente la propria idea progettuale sotto una forma artistica.

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Occorre inoltre sottolineare che il “modus operandi” tra i due metodi è leggermente diverso.

 

1. Il rendering fotorealistico esalta prevalentemente la capacità di osservazione della realtà da parte del professionista del 3D e le sue capacità tecniche, certamente necessarie per sviluppare in modo realistico l’illuminazione e i materiali in una scena 3D.

L’immagine finale sarà interamente renderizzata dal software 3D, senza nessun altro intervento rilevante di post-produzione se non quello di bilanciare i toni dell’immagine.

 

2. La visualizzazione artistica, aggiunge ad un rendering di base della scena, un significativo secondo processo di post-produzione dove il professionista del 3D elabora ulteriormente l’immagine seguendo la sua vena artistica, dando perciò un’impronta d’autore al rendering.

Questa tecnica prevede l’uso di altri software di grafica o conoscenze particolari del programma 3D, che lasciano più spazio alla fantasia e alla creatività del professionista e permettono di dare una dimensione artistica all’immagine.

 

Arrivati a questo punto vediamo in base a quali caratteristiche un Architetto può scegliere di usare una o l’altra tecnica.

 

1. Il rendering fotorealistico di un edificio esterno o di un ambiente interno ha il vantaggio di produrre sul cliente un effetto immediato di come apparirà il progetto studiato dall’Architetto una volta ultimato, senza possibilità di malintesi o equivoci tra le parti.
Inoltre, cosa de tenere sempre presente, un’immagine di alta qualità nella quale fotografia e tecnica di modellazione si fondono perfettamente, é in grado di suscitare nel cliente l’effetto “WOW!”.

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2. Nel momento in cui l’Architetto ha la necessità di rappresentare un componente strutturale, una sezione o lo spaccato di un complesso residenziale o commerciale, utilizzare un rendering fotorealistico può NON essere la soluzione adatta.
In questo caso, una visualizzazione 3D artistica, può invece costituire una scelta vincente.
Immagini di questo tipo si adattano perfettamente allo scopo in quanto attraverso l’uso di uno stile grafico appropriato, l’Architetto è in grado di mostrare più chiaramente le scelte costruttive e progettuali adottate.

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3. Infine, ma non per questo come ultima opzione, la visualizzazione artistica è spesso in grado di suscitare in chi osserva, emozioni e sensazioni piuttosto originali, diverse dal puro realismo.
Oltretutto, questo genere di immagini, offre una valida alternativa al fotorealismo sia dal punto di vista visivo sia dal punto di vista della professionalità del progettista.
Esse infatti, danno la possibilità all’Architetto di illustrare il proprio progetto al cliente, attraverso una diversa modalità scenografica, mostrando ulteriore flessibilità nei servizi offerti.

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Quanto sin qui analizzato, ci mostra che entrambe le due tecniche sono valide e utilizzabili ciascuna in base all’esigenza e allo scopo finale dell’Architetto ma soprattutto del cliente.

Il modo migliore per affrontare questa scelta é quello di comunicare con il proprio cliente, cercando di capire quali siano le sue tendenze, preferenze e aspettative.

Avere la possibilità di illustrare queste opportunità di visualizzazione dimostrando di sapersi adattare alle diverse esigenze, può certamente aumentare l’immagine professionale dell’Architetto e del suo Staff, nei confronti del cliente.

 

Se vuoi interagire con me per domande ed approfondimenti su questi temi, scrivi qui sotto un tuo gradito commento.

 

Umberto Oldani
3D Technical Designer di Rendering Evolution Studio

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